UNDER 16 – GARA 2 SEMIFINALI PLAYOFF: COME DA COPIONE

AURORA BASKET CHIAVARI – TIGULLIO SPORT TEAM 42 – 72 (11-9; 17-39; 33-51)

AURORA: Sanguineti J., Solari And. 7, Dellepiane n.e., Sanguineti M., Tsakarissianos 7, Bafico, Costa 7, Grillo 8, Ricci 2, Maggi, Deli 2, Solari Ale. 9, – All. Ravera.

TIGULLIO: Markovic 17, Di Somma, Catassi 12, Avvenente 2, Giannilupo 11, Cocurullo 5, Falcone 2, Casarini, Caselli, Cimino, Sivori 5, Pereira 18, – All. Re.

L’under 16 stavolta cade in piedi. Il punteggio finale probabilmente non rende giustizia ai ragazzi di coach Ravera, che si sono sbattuti per cercare di mantenere desto l’interesse e nel terzo quarto hanno abbozzato un tentativo di rimonta (dal -22 al -12).

Partiamo dal bicchiere mezzo pieno? L’aver giocato per due tempini su quattro perlomeno al livello della Tigullio, vincendo entrambi i parziali. L’approccio ben diverso rispetto alla débacle patita in quel di Santa Margherita. La volontà dei ragazzi di sperimentare, di provarci, di alzare il proprio livello di gioco al cospetto di una formazione che può contare su un paio di giocatori “hors categorie”

Il bicchiere mezzo vuoto è rappresentato dall’insufficiente plafond fisico-atletico che ormai caratterizza tutte le formazioni under del basket chiavarese. Il discreto primo quarto chiuso in vantaggio viene pagato con gli interessi da usuraio nel secondo, quando i biancorossi ospiti, sotto 13-9 in avvio, prendono il largo con un parzialone di 30-4, quasi mai interrotto dai giallocanarino di casa. Partita chiusa – se mai ci fossero bisogno di conferme – con metà gara ancora da giocare.

Oltre al gap atletico, le soluzioni individuali rappresentano ancora larga parte della produzione offensiva e al cospetto di squadre meglio organizzate queste non possono apportare grandi benefici. In particolare, quando la fatica annebbia le idee, si cerca di uscire dal tombino con la giocata risolutiva ma – salvo casi isolati – non si avvertono tornaconti che giustifichino la peripezia.

Per queste e altre minuzie il gruppo ha comunque differenti gradazioni di crescita, anche se è d’uopo dare una scossa per annotare quanti siano in grado di riceverla e giovarsene. Anche perchè i peripatetici tentativi di indirizzarli verso uno status più – diciamo così – “adulto” si sono ormai esauriti.