SERIE C SILVER: DOVE VAI SE CANESTRI NON NE FAI?

AURORA BASKET CHIAVARI – TIGULLIO SPORT 50 – 63 (9-14; 26-27; 34-50)

AURORA: Andreani, Stefani, Messina, Putti 18, Cerisola 4, Varrone 3, Barnini, Elia 2, Muzzì 14, Ravera 9, Curaci, – All. Marenco

TIGULLIO: Prezioso 3, Radchenko 4, Ferri 12, Vexina A. 3, Quandie 23, Zolesi 5, Zolezzi 4, Wintour, Vexina F. 9, Aldrighetti, Bianco, – All. Annigoni

Quasi una fotocopia delle ultime partite contro avversari del piano superiore. L’Aurora si industria nel superare i propri atavici limiti, si sbatte nella metacampo difensiva ma in attacco riesce a spremere solo una cinquantina di punti, troppo pochi per poter sperare di farla franca contro formazioni che hanno diverse frecce in faretra.

La squadra di Marenco seduce il modesto pubblico del PalaCarrino con un secondo quarto brioso offensivamente : Francesco Putti e Filo Ravera trovano canestri dalla distanza che spingono l’Aurora sul 26-22 a un giro di orologio dal tè caldo dell’intervallo. Ma qui si arrestano le velleità gialloblù, mentre la Tigullio apre il rubinetto del suo attacco e lascia sgorgare canestri in serie. Il verdetto appare così chiaro che il quarto periodo è superfluo, oltrechè virante sul noioso. I chiavaresi palesano i cronici limiti offensivi, ingigantiti anche dalla serata-no di alcuni componenti, mentre il solingo Muzzi accastella punti che servono solo a mitigare il disavanzo.

Sabato prossimo con l’impegno al Lago Figoi contro il Basket Pegli prende il via un ciclo di gare importanti per l’Aurora. Si tratta di partite che, classifica alla mano, risulteranno decisive per la lotta onde evitare le ultime posizioni: dopo Pegli il riposo, poi in successione Ardita (in trasferta), l’impossibile Sarzana (in casa), Sestri Ponente (fuori), Ospedaletti (in casa) e Recco (fuori). Un calendario complicatuccio, diremmo. Un calendario dal quale giocoforza occorrerà tirare fuori qualche acuto per non vedersi spalancare sotto i piedi la botola dell’ultimo posto.

IL MIGLIORE: Putti tiene in piedi la baracca per 40 minuti. Anche se meno preciso del solito dalla lunetta (4/7) e dal campo (6/18), non si può certo biasimare. Spesso si trova a dover forzare le conclusioni in un attacco che batte in testa.

MENZIONE ONOREVOLE: Muzzi patisce il gap fisico ma è il più combattivo ed efficace nei pressi del canestro. Ravera (tre triple) e Andreani e si meritano i 20′ cadauno in campo.