C SILVER: A VUOTO LA “PRIMA” CASALINGA

“Tutto sommato si poteva fare. Abbiamo tenuto testa ad una squadra oggettivamente a noi superiore facendo a meno di Costacurta (pochissimo utilizzato per problemi al pollice destro n.d.a.) e giocando una gara coraggiosa. Ma le percentuali di tiro ci hanno condannato: troppi errori, anche e soprattutto da sotto canestro. Peccato, visto che nel complesso la squadra non mi è dispiaciuta”.

Abbiamo scelto di esordire con le parole di coach Marenco, che denotano il rammarico per una gara che il Cus ha giustamente portato via, sfruttando l’esperienza dei suoi uomini-chiave e l’esuberanza dei giovani, lasciando sul tappeto i cronici problemi dell’Aurora di queste primissime giornate: la scarsa propensione a “metterla dentro”. Le percentuali cui fa riferimento il coach virano decisamente a sud: 24% dal campo (frutto di un irriguardoso 18/74 totale) e un ancor più masochistico 37% dalla linea della carità (7/19), ora ribattezzata linea dell’incubo. Ma i numeri non rendono giustizia all’impegno dei gialloblù, che hanno sostanzialmente fatto match pari sottocanestro (38-44 il computo dei rimbalzi a favore degli ospiti), ma non sono stati capaci di enucleare qualcosa di tangibile dallo sforzo di chi è sceso sul parquet. L’impegno non è mancato, a volte però la lucidità ha fatto difetto e ciò ha messo ancora più pressione sulle spalle dell’Aurora, pilotandola verso l’inevitabile sconfitta.

Stante le precarie condizioni fisiche di Costacurta, l’Aurora comincia con il nuovo arrivo Ciotoli e Calzolari a presidiare lo spazio sottocanestro e tre esterni, ovvero Ferri, Poltroneri e Stefani. E sono questi ultimi due a dare l’abbrivio sperato ai gialloblù, grazie a una tripla dell’ex-sestrese e due belle penetrazioni di Gianluca (rimarchevoli i 10-rimbalzi-10 del più piccolo in campo) per il 7-2 Aurora che apre la contesa. Il Cus si rifà sotto con la coppia Mangione-Dufour (ottima non solo per la pubblicità di dolciumi…) ma i gialloblù tengono botta e chiudono il primo quarto col minimo vantaggio.

Minimo scarto che evapora subito a inizio secondo tempino, causa una preoccupante siccità offensiva locale che agevola il compito dei biancorossi di Pansolin-Taverna (23-17 esterno al 3′). Il parziale  si estende fino al 18-3 che porta in dote al Cus ben dodici punti di vantaggio sul 32-20, divario mantenuto sulla doppia cifra anche al riposo lungo. L’inizio del terzo quarto prospetta una buona reazione dell’Aurora, che con Ciotoli, Poltroneri e Stefani si riavvicina fino al -4 (34-38), ma il Cus rintuzza i tentativi locali con Bedini, i due Vallefuoco e Zavaglio. L’espulsione di Jacopo Muzzi (per somma di antisportivo+tecnico) però fa scendere il sipario sul match, in quanto i genovesi riacquistano nuovamente una dozzina di punti di vantaggio che manterranno praticamente fino al termine.

Tralasciando la nuda cronaca, un paio di riflessioni a margine completano il nostro discorso. L’applicazione delle nuove direttive sulle infrazioni di “passi” e sulle valutazioni del fallo antisportivo sono ben lungi dall’essere metabolizzate.  Come temevamo, vengono sdoganate troppe scarpinate mentre sul fronte  dell’antisportivo è un pateracchio colossale e ormai ne vengono fischiati una mezza dozzina a partita. Tutto questo senza voler gettare la croce addosso agli arbitri, anzi, probabilmente sono loro le prime vittime di questo nuovo sistema. Quel che è certo, si vede meno pallacanestro e più vagabondaggi da una linea di tiro libero all’altra. Si attendono tempi migliori (e non solo per l’Aurora).

 

AURORA BK CHIAVARI – CUS GENOVA   47 – 61  (17-16; 26-36; 38-49)

AURORA  Stefani 12, Poltroneri 11, Ferri 7, Calzolari 8, Ciotoli 6;  Amisano, Pantic, Varrone, Costacurta, Muzzi 3, Zignaigo, Elia n.e. – All. Marenco.

CUS  Bestagno 5, Zavaglio 9, Dufour 16, Mangione 12, Bedini 8;  Bianco, Vallefuoco N. 5, Cassanello, Ferraro, Vallefuoco S. 4, Pampuro 2, Franconi. – All. Pansolin.