C SILVER: PSICODRAMMA AURORA

Niente da fare, poco da dire: quarantacinque minuti schizofrenici dicono che l’Aurora non riesce a portare a segno un colpo importantissimo in chiave salvezza. Quella che sembrava a tutti gli effetti una sfida “possibile” non viene interpretata alla meglio dai gialloblù in un saliscendi emotivo all’interno di una galleria degli orrori, con percentuali dalla lunetta risibili in particolare per l’Aurora costretta da una inspiegabile presenza occulta ad un poco edificante 14/35.

Esordio  Degno di miglior causa l’esordio dell’italo-cubano Raimel De La Cruz, trottolino snodabile che ha infiammato le (poche) anime presenti e ingaggiato autentici duelli con ogni avversario sulle sue tracce. I suoi 17 punti – infarciti da 10 rimbalzi, 4 recuperi e 3 assists (potevano essere almeno il doppio con manine più educate a ricevere…) – hanno a lungo indotto a pensare che gli astri fossero allineati per la quinta vittoria stagionale, salvo poi essere smentiti negli ultimi minuti vissuti col cuore in gola e l’anima in cantina.

Assenti  Occasione buttata, certo. Soprattutto contro una compagine giunta la PalaCarrino priva dei tre quinti dei titolari (Rossi, Zunino e Scannella), affidata alle amorevoli cure del Michelis, lungo tuttofare che ha spiegato agli astanti parecchie cosucce sul gioco dentro-fuori, e costituita in grande parte da under 20 (otto su dieci). I nostri sopravvivono grazie alle estemporanee imprese del duo De La Cruz-Dmitrovic, ma mancano i punti di Klaudio Begiqi alle prese con una preoccupante involuzione balistica (5.3 di media dalla dipartita del Baiardo in Trinacria…). Gli altri si danno da fare ma è sintomatico che la loro giornata poco positiva coincida con le misere percentuali al tiro dal campo (6/34 totali esclusi i due di cui sopra).

Momento  E il piatto piange anche per le mancate opportunità di chiudere una gara sul +6 (56-50) nel momento migliore a meno di cinque giri d’orologio dal termine, con un Dmitrovic capace di infilare tre triple in rapida sequenza. L’abnegazione del nuovo arrivato De La Cruz e la sostanziosa ed alacre attività sotto canestro di Costacurta permetteva ai nostri di rispondere agli ospiti che con Revetria e Salvatorelli ricucivano e sorpassavano. De La Cruz aveva anche un paio di tiri liberi a 11″ dalla sirena sul 65-65 ma li falliva entrambi. Sul ribaltamento ben tre tentativi dell’Ospedaletti non avevano una fruizione soddisfacente e si andava all’overtime. Pur con quattro giocatori gravati di falli, gli ospiti possedevano maggior lucidità nei pressi del canestro e per varie volte l’Aurora mancava le possibilità per il riaggancio.

Catena  L’amaro che rimane in bocca è poco in confronto all’opportunità finita in fondo alle cloache dopo aver tirato la catena su un match che era più che alla portata. I ragazzi gialloblù hanno fatto e disfatto con le proprie mani, condannandosi a cercare i punti nel drammatico (sportivamente parlando) spareggio di mercoledì 22 a Rapallo, dove serviranno attributi inusitati per uscirne indenni. Ma è una stagione che da sempre è vissuta sul filo del rasoio. E la tappa di sabato a Santa Margherita non deve essere presa come un calvario obbligato.

 

 

AURORA BASKET CHIAVARI – B.C. OSPEDALETTI  d.t.s.  73 – 76  (8-15, 28-29; 44-42; 65-65)

AURORA  Stefani, Dmitrovic 26, Begiqi 1, Frulli 10, Costacurta 12;  De La Cruz 17, Varrone 6, Muzzi 1, Amisano n.e., Pantic n.e. – All. Marenco.

OSPEDALETTI  De Rinaldo, Maneglia , Generale 11, Cruz 14, Michelis 27;  Tacconi, Revetria 16, Cabrini 2, Gandolfi, Salvatorelli 6. – All. Lupi.