IL PRINCIPE ALLA CONQUISTA DEL REGNO

Radom (Polonia) è un luogo che ai più dirà poco, ma per gli addetti ai lavori nel 2016 ha significato Campionati Europei di Basket nella categoria under 16, disputatisi ormai più di un mese orsono. L’Italia si è classificata al settimo posto – un piazzamento che, secondo chi vi scrive, non rende giustizia al talento a disposizione di coach Bocchino nel backcourt azzurro (per la frontline siamo sempre a rivolgere accorati appelli alle mamme italiche che producano degli Usman Garuba, ma questa è un altra storia…) – potendo contare sui punti e la  leadership “silenziosa” di un ragazzo molto promettente, tale Federico Miaschi. Eh già, proprio quel Federico Miaschi che cominciò a muovere i primi passi della sua carriera cestistica all’Aurora Basket Chiavari.

Il “Principe Biondo” – nomignolo che lo scalcinato cronista coniò all’epoca delle evoluzioni in canotta gialloblù di un giovanissimo Federico – ha officiato qualcosa come 18 punti per gara (il migliore degli azzurri), 4.4 rimbalzi e 3.1 assists, con giocate che hanno provocato ottime impressioni tra i tecnici che hanno assistito al torneo continentale. Solamente l’esclusione dell’Italia dalle prime sei ha impedito a Federico di essere incluso nel quintetto ideale della manifestazione, ma in ogni modo oramai il gioiellino chiavarese ha davanti a sè buone prospettive.

Dopo aver compiuto la trafila nel minibasket in casa Aurora sotto la guida tecnica di Chiara Garibotti, Miaschi ha partecipato (vincendolo con i suoi compagni dell’epoca allenati da Enrico Ravera) al campionato under 13 ligure, trasferendosi l’anno successivo al CAP Genova. Vinto anche il torneo under 14 e approdato alle finali nazionali di Bormio, Federico si metteva sulle cartine geografiche grazie ai suoi 26.7 ppg con i quali vinceva il titolo di cannoniere della manifestazione. Il resto è storia nota: passaggio alla Reyer Umana Venezia, dove al suo secondo anno – stagione appena conclusa – ha contribuito in modo tangibile alla conquista del titolo italiano under 18 della società veneta (pur sottoleva, ma che sto a dirlo…).

E’ vero, lo scriba arriva tardi per salire sul carrozzone – già illustri voci ne hanno commentato le gesta – ma non poteva esimersi (oltre a celebrarne i molteplici successi) dal ricordare i prodromi di un’opera che auguriamo dia tantissime soddifazioni future al “Principe”, a papà Mauro e mamma Claudia, alla sorella Martina e ai fratellini Emanuele e Gabriele (i quali, giusto rammentarlo, militano nelle giovanili Aurora).

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