C SILVER: L’ORA DEL RISCATTO?

“Puoi imparare una riga dalla vittoria e un libro dalla sconfitta”  (Paul Eugene Brown, 1908-1991, allenatore di football NFL)

Se c’è una cosa che si può aver capito in questi chiari di luna è che senza “fame” anche nel disastrato microcosmo ligure l’Aurora paga dazio. Contro chiunque. La inopinata battuta d’arresto subita a Genova dall’Ardita – fino ad allora con la casella dei successi intonsa – ha portato alla ribalta questa faccia meno conosciuta dei ragazzi  allenati da Giuliano Marenco. Una ferita aperta nel cuore del coach che pensava di aver ritrovato il carattere e l’intensità della passata stagione, alla luce delle prestazioni decisamente incoraggianti che l’avevano preceduta.

Proprio così, la sconfitta di per sè è grave, ma ancor di più lo è il tarlo che si insinua in profondità, nella testa dei giocatori e che fa risaltare gli inoppugnabili e dogmatici momenti di abulia collettiva, quelli che rendono impervia anche la più abbordabile delle avversarie, anzi la rigenerano quasi alimentandone le capacità. Non trova altre spiegazioni la visualizzazione onirica di un match che nessuna delle due contendenti sembrava volesse davvero vincere, tanto si impegnavano sagacemente a offrirlo reciprocamente. L’ Aurora ammirata (?) in via Allende non ha alcun legame di parentela con quella che, non più tardi di sei giorni prima, aveva demolito il Cus Genova.

Cosa è successo? Beh, anch’io mi sono fatto questa domanda e ho cercato di darmi delle risposte. Abbiamo tante colpe da suddiverci in egual modo tra giocatori e allenatore. E’ vero, siamo entrati in campo probabilmente pensando che, comunque fosse andata, avremmo potuto raddrizzare la gara in pochi minuti. E così siamo andati avanti per tutta la partita, anche quando abbiamo messo la testa avanti, senza essere convinti, senza mordere in difesa” Marenco offe lo spunto per presentare il prossimo impegno casalingo contro il Pool Loano (domenica, PalaCarrino ore 18): “Lo ripeto fino alla noia: se non ci siamo con la testa, perdiamo con chiunque. Viceversa, nessun risultato ci è precluso. Loano è una squadra di giovanissimi che corrono per 40′, come nella migliori tradizioni della società ponentina, è necessario un altro atteggiamento da parte nostra. Voglio sperare che alle promesse di riscatto seguano i fatti”.

Un pò sovrastati dalla delusione, notiamo che il declino è testimoniato dalle cifre: l’Aurora si dibatte nell’aurea mediocritas del centro classifica (sesto posto con 3 vittorie e 4 sconfitte). Vero è che il calendario adesso strizza l’occhio ad un possibile recupero gialloblù, ma episodi come quello di sabato scorso non si devono assolutamente ripetere. D’altra parte, le novità non rintracciabili nella scorsa stagione parlano di una difesa che è virata sul porosetto (3° peggiore per punti subiti in C silver), anche se l’attacco produce quasi 70 a partita, e l’indisponibilità di un Gabriele Podestà al 100% per i noti problemi fisici si traduce in un eccesso di responsabilità per Garibotto (17.0 a gara ma con il 32% dal campo) e Vercellotti (11.3 a corrente alternata). Tra le note liete, l’ascesa di Luca Toschi (11.5 punti per partita) ed il rendimento costante dei “nuovi” Ferri (9-3), Muzzi e Costacurta. Ma tutto ciò non basta, non può bastare se si rischia di ricadere nei soliti fescennini dopo aver recitato autentiche prove d’autore.