C SILVER: AURORA, CHE PASTICCIO!

Esiste una sinistra tendenza che ti porta inconsciamente a metter da parte ogni velleità agonistica e affidarti solo al nome che porti sulla maglietta oppure alla classifica, specie se quest’ultima recita che l’avversario appare sulla carta di levatura inferiore. Di solito, a  questo genere di oroscopi facilmente viene accoppiata una inquietante e serpeggiante reazione chimica che porta in dote la “scomparsa” di diversi giocatori, perlomeno l’assenza delle loro caratteristiche precipue, quelle che abbiamo imparato a conoscere nei gialloblù di coach Marenco.

Capitombolo  Proprio così, visto che l’esercizio di trovare una spiegazione razionale al capitombolo dell’Aurora a domicilio della cenerentola Ardita miseramente fallisce con l’ennesimo strabuzzamento oculare di chi – come il sottoscritto – vi ha assistito di persona. Trattasi con ogni probabilità di una delle peggiori edizioni riviste e (s)corrette dei chiavaresi ai quali ci sia dato modo di assistere, dalla quale emerge in maniera lampante il rovescio di una medaglia che nelle ultime giornate aveva mostrato la faccia migliore.

Erroracci  Fatta la doverosa premessa, occorre anche rendere il giusto merito ai padroni di casa, decisamente undersize ma bravi ad approfittare delle clamorose topiche chiavaresi nonostante una reiterata e masochistica spadellata dalla lunetta, ben speziata da frames di gioco a tratti arrembante quanto fuori dai canoni abituali. In questo dinamico contesto, i gialloblù si trascinano per 45′ (si, perchè – bontà sua – c’è di mezzo l’overtime…) come sulle stazioni della Via Crucis raggiungendo la vetta del  Calvario in un finale che definire sorprendente non rende l’idea. Lungo questo viaggio nemmeno un San Simone di Cirene pare intenzionato ad aggregarsi a Garibotto e compagni nella riscrittura dei libri profani e perciò ecco confezionata la marachella.

Cronaca essenziale  Saltando a piè pari larga parte del match – svoltosi secondo i canoni descritti sopra, ovvero con vantaggi costanti dell’Ardita anche nell’ordine della doppia cifra – si arriva alla tripla di Gianluca Garibotto che suggella il 56-56 a 3′ dalla sirena, primo ricongiungimento dell’Aurora dalle battute iniziali. Pur con i soliti svarioni da ambedue le parti, ben testimoniati dalle raggelanti percentuali dalla lunetta – un combinato disposto di 44/89 per le due antagoniste -, l’Aurora ha le sue brave occasioni per portare a casa i due punti ma trova modo di evitarle. Nel prolungamento, due illusorie triple di Edoardo Ferri la spingono sul +6 (59-65), ma le fiammate di Manica e Pietronave la rigettano nell’incubo. A 15″ dalla sirena pare stra-finita: vantaggio Ardita 69-66 con possesso di palla, ma Tealdi ruba sulla rimessa e subisce un fallo antisportivo. Due tiri liberi realizzati dal veterano chiavarese e possesso Aurora con 13″ da giocare sul cronometro. La dribble-drive penetration di Jacopo Muzzi non va a buon fine e i padroni di casa capitalizzano con l’ennesimo antisportivo.

Il coach  Caustico Giuliano Marenco: “Dovessi usare un aggettivo per l’atteggiamento dei miei direi: inintelliggibile. Non saprei descrivere cosa alberga nelle nostre teste, non siamo capaci di far fruttare la superiorità perchè in questo genere di match probabilmente scatta qualcosa dentro che ci impedisce di farlo. Mi fa rabbia buttar via partite in questo modo e non è la prima volta che accade in questo campionato. Comunque, complimenti all’Ardita, che ha voluto questo successo più di noi”.

 

ARDITA JUVENTUS NERVI – AURORA BASKET CHIAVARI   d.t.s.  72 – 68   (19-15; 38-30; 49-44; 59-59)

ARDITA  Rovati 3, Dallorso 12, Manica 14, Pietronave 21, Sobrero;  Garaventa N., Garaventa G. 2, Rossi 6, Ferraris 5, Ferrari 9. – All. Chiesa.

AURORA  Toschi 4, Vercellotti 8, Garibotto 24, Terribile 9, Bottino 3; Muzzi 1, Ferri 11, Tealdi 8, Costacurta, Varrone n.e. – All. Marenco.