UNDER 17 ELITE: NO MORE RUN

Sette minuti e mezzo. Quattrocentocinquanta secondi. Una ventina  di possessi, fate voi: noi non li abbiamo contati precisamente. Ebbene, in tutto questo lasso di tempo, che nel basket è “una vita”, l’Aurora under 17 non ha prodotto nemmeno una miseria di un punticino nella decisiva garatre contro il Cap. Quando Davide Crovo nel cerchio di metacampo subiva un fallo antisportivo sul punteggio di 39-33 per i gialloblù di Gonfiantini, nemmeno il più scapestrato e sconclusionato “gambler” avrebbe scommesso contro l’Aurora, che stava volgendo a suo favore un match infido e duro, sempre condotto con brevi vantaggi che non facevano rilassare neppure un attimino. Un incontro che ha risposto pienamente alle attese, madido di una tensione che annacquava le percentuali di entrambe le contendenti. Su quell’antisportivo l’Aurora tirava la catena. Stop. No more run.

L’ottovolante emotivo di una serie che ha visto il fattore campo sempre saltato premia il Cap Genova, capace di espugnare il PalaCarrino per la seconda volta nella post-season con una condotta di gara più matura da parte dei suoi ragazzi ed una zona contro la quale i chiavaresi denunciano i limiti strutturali. Mettiamoci poi anche la non programmata “diserzione” statistica di quelli che erano stati indicati come il battito cardiaco di questo gruppo ma non hanno saputo/potuto sbarbaganare le pitinicchie. Senza dimenticare la chirurgica abilità di Millio Spinetti e D’Erba nel trafiggere i sogni dell’Aurora e lo chassis di Magno che ha più volte tenuto lontano dal pitturato un Gaadoudi meno determinante che in garadue. Il Cap merita indubbiamente la semifinale, ma il rimpianto gialloblù è grande.

No more run, la corsa è stata bella ed è durata probabilmente più del previsto: in ogni cuore gialloblù sale il rammarico per una conclusione acre di una stagione nella quale deve prevalere l’orgoglio per tutta la strada percorsa. Una strada spesso irta di contrarietà che ha comunque contribuito a rafforzare il cuore pulsante di una squadra che ha visto crescere al suo interno alcune belle novità. Forse il roster disidratato ha costretto coach Gonfiantini a chiedere troppo ad alcuni di loro. Forse sì, forse non è stato quello. Ma se ti devi fermare, è giusto farlo per poi ripartire ancora più forte: non importa come è finita, l’importante è ricominciare a correre.

 

AURORA BASKET CHIAVARI  –  C.A.P. GENOVA  39  –  49  (11-10; 23-22; 35-31)

AURORA:  Solari 5, Stefani 4, Amisano 7, Cervini 4, Crovo 4, Zignaigo 2, Gaadoudi 13, Segale,  –  All. Gonfiantini

C.A.P.:  Martini, Gottingi, Ferro, Millio Spinetti 13, Pampuro 2, Franconi 2, Bianco 4, D’Erba 11, Vicenzi 6, Renzone, Magno 8, Ferraro 3,  –  All. Toselli