C2: GARIBOTTO SONTUOSO, AURORA DI RINCORSA

“La forza del lupo è il branco e la forza del branco è il lupo” (Rudyard Kipling)

Una dinamo. Un concentrato di energia che si alimenta da sè. Un animale (nel senso positivo, sia detto ben chiaro…). Nel corso degli anni lo scrivano ha cesellato una quantità bulimica di aggettivi per descrivere la “fame” di canestri di Gianluca Garibotto, il barometro dell’Aurora nel bene (sovente) e nel male. Per quelli che  – e sono parecchi, senza falsi esercizi di modestia – non avessero posato gli occhi sui prodotti della fervida fantasia dell’autore di queste cronache, sarebbe bastato estrapolare il terzo quarto di Granarolo-Aurora, dove il Gianluca in questione ha vivisezionato gli avversari in tutti i modi possibili: 14 punti in 6′ posseduti dal demonio con 6/8 dal campo (2 triple), 4 rimbalzi e una carica agonistica impressionante. Uno squalo oppure un lupo – fate voi – che sente l’odore del sangue della partita.

Up & down  L’Aurora si nutre letteralmente del suo capitano in un match viscido come una macchia d’olio sull’autostrada, dove soffre l’intensità dei ragazzini del Granarolo spalmata su tutti i metri quadri del parquet del Lago Figoi. I gialloblù di Marenco non reggono mentalmente 40′ di questa fatta, hanno pause preoccupanti dove scivolano sul -13 al 4′ della ripresa (28-41), ma rimbalzano grazie al capitano e al lavoro dell’incommensurabile Nicola Tealdi, che esula dalle fredde cifre – che comunque dicono 13 + 8 rimbalzi in 29′ di impiego – perchè costellato di quelle “intangibles” che non finiscono sugli scout, come il pallone toccato, la difesa lontano dalla palla e l’entrare sottopelle agli avversari.

Assenti  Un match che rappresenta la cartina di tornasole della stagione chiavarese, dove il coach è costretto ancora una volta a fare i conti con gli indisponibili Toschi (nuovamente in bacino di carenaggio) e Vercellotti, reduce dalla ginocchiata rimediata sette giorni orsono. Un match dove albergano le diverse anime dell’Aurora, che chiede 75′ alla coppia di esterni improvvisati Podestà-Garibotto e centellina uno Stefano Terribile appena sceso da letto reduce da un virus influenzale (solo 15′ ma con 5/7 dal campo e 5 rimbalzi). Un match, insomma, nato sotto una cattiva stella ma che ha visto i gialloblù uscire dal campo rafforzati nell’autostima,  anche sull’onda delle piccole cose che Vajra, Buccini, Bottino e Gaadoudi hanno potuto elargire nei momenti cruciali.

La partita  Solo dopo 3′ Stefano Terribile sblocca il risultato da un calcistico 0-0. Il Granarolo tiene ancora le mani nel freezer fino al 5′ quando Ferri mette una tripla, ma l’Aurora va sull’8-3 e chiude il primo quarto sul +4. Nel secondo, Prezioso e Varrone mettono la freccia e sorpassano in tromba i chiavaresi (18-14 al 3′) la cui difesa è pigra sui ribaltamenti mentre l’attacco va in confusione. Tealdi e Garibotto riallacciano le cinture sul 20-20 (6′), ma Zaio e Baldini fanno dire a coach Marenco “Abbiamo un problema”. Al secondo gong, l’intermedio dice + 4 per i babies di Enrico Rocco, con gli ospiti in chiaro affanno.

Panne   Affanno che si moltiplica nei primi minuti del terzo tempino, quando l’Aurora esce a prendere una boccata d’aria in attacco ed espone il fianco alla circolazione di palla avversaria. In quattro minuti si transita sul 41-28 per i biancorossi del Granarolo, sospinti a turno da Baldini, Ferri e Zaio. Ma il rabbioso “backdraft” (la fiammata di ritorno, nel gergo dei vigili del fuoco) porta il nome e il cognome di Gianluca Garibotto, che prende in mano lo spartito per un assolo tutto da gustare, a cui Nicola Tealdi aggiunge i suoi fiati. L’Aurora risale dall’apnea prima col cavo in assetto globale (44-42 pro Granarolo al 7′), poi sorpassa e riemerge sul 61-48 esterno al 5′ dell’ultimo quarto. Vi facilitiamo i conti: in undici minuti un parzialone di 33-7 che comprensibilmente significa Game-Set & Match Aurora.

Mvp  Non c’è discussione sull’Mvp, il lupo in questione si mangia l’immaginario trofeo che lo scriba mette in palio per ogni partita, ma come dice nell’incipit il grande autore de “Il libro della jungla”  tutti i gialloblù traggono forza dalla sua prestazione. Il cammino è ancora lungo, le insidie sono sempre dietro ogni colonnina e occorre attendere quando il roster sarà a pieno regime, ma la carica positiva che questo genere di vittorie risce ad apportare non è stimabile in grandezze fisiche.

 

GRANAROLO GENOVA – AURORA BASKET CHIAVARI   58 – 70  (9-13; 31-27; 48-47)

GRANAROLO  Coltro 10, Zaio 4, Ferri 7, Baldini 17, Boddi 3;  Prezioso 8, Varrone 3, Muzzi 3, Costacurta, Jancic 3. – All. Rocco.

AURORA  Podestà 6, Garibotto 30, Vajra, Terribile 10, Bottino 4;  Buccini 3, Gaadoudi 4, Tealdi 13, Crovo n.e., Sambuceti n.e. – All. Marenco.