ADESSO PARLIAMO NOI:

La società Centro Basket Sestri Levante ha lanciato i suoi attacchi al sistema a mezzo stampa e su ogni tipo di media. Ci sentiamo in dovere di apprezzarne l’alto valore sociale e il fatto che questa volta il Signor Conti non abbia minacciato il ritiro delle squadre dai campionati. Abbiamo letto tutto, ma in particolar modo abbiamo VISTO e SENTITO tutto. Già, perché NOI eravamo presenti alla partita under 13 in questione, mentre il signor Conti no. Abbiamo letto tutto e – se prima tenevamo un profilo basso metabolizzando per non rinfocolare polemiche – adesso dobbiamo rispondere ad una campagna denigratoria, agli insulti apparsi sui Social Network di tesserati (vero Gabriele? vero Lorenzo? vi siete cancellati, ma c’eravate anche voi…) e non, ad un fare di tutta l’erba un fascio e a stravolgere la verità, manipolandola a proprio uso e consumo. Nossignore, non ci stiamo a strumentalizzare una partita tra ragazzini under 13 per farne il vessillo di una crociata contro il sistema, tirando in ballo la nostra società, seppellendo sotto una valanga di insulti un proprio tesserato MINORENNE che ha arbitrato in sostituzione (ripetiamo: in sostituzione) del designato dalla Federazione, che ha rifiutato.
Noi eravamo presenti. Eravamo presenti anche il 10 dicembre alla palestra Simone Canepa di Sestri Levante, per l’incontro tra CentroBasket e Aurora – gara di andata del medesimo campionato under 13 – quando l’arbitro era Bajardo, guarda caso un tesserato del Sestri Levante e per di più fratello maggiore di un ragazzino che partecipava alla gara. Eppure – controllare sul sito Aurora per credere – non abbiamo fatto nessuna crociata contro le decisioni arbitrali del ragazzo in questione. Non abbiamo scatenato l’ondata infamante per un fallo tecnico dato alla nostra panchina a 12” (dodici) secondi dal termine sul punteggio di 36-35 per i locali. Abbiamo accettato tutto, perché per noi chi arbitra può sbagliare, come sbagliano i giocatori in campo. Perché crediamo e continuiamo a credere nella buona fede, anche del Bajardo.
Per educare i ragazzi le parole e gli scritti non bastano. Fanno da campagna elettorale, attirando consensi e appoggi, ma per eliminare il concetto di “vittoria ad ogni costo” è necessario dire TUTTA la verità. Il rispetto deve essere reciproco, anche da parte dell’allenatore e del dirigente che hanno cominciato a protestare dai primi minuti e hanno proseguito, nonostante i ripetuti richiami dell’arbitro. Deve sussistere anche nel ragazzino che, nonostante sia stato avvisato di non ritardare la rimessa toccando il pallone, ha continuato a farlo altre volte. Deve stare anche nel comportamento becero di certi genitori, che non hanno perso l’occasione di scagliarsi contro l’arbitro e persino contro qualche genitore della squadra chiavarese.
Prima di gettare palate di fango addosso a tutti indiscriminatamente è meglio darsi una ripulita e magari tirare un bel sospirone. Chissà, potrebbe aiutare.

ommenti su “ADESSO PARLIAMO NOI:

  1. oscar ha detto:

    Consiglierei di andare a leggere quanto il Pegli scrive nel suo sito circa una netta vittoria contro il Cairo. In sintesi, si commenta con criticità questa partita, perchè i ragazzi hanno solo pensato a ottenere il risultato, invece di migliorarsi tecnicamente. Dopo di che, si scopre che il Pegli è tra le migliori squadre della Liguria a livello giovanile, pur senza effettuare investimenti economici per tesserare giocatori .
    Dobbiamo cambiare per migliorare il livello del movimento ligure, che a dire il vero è abbastanza derelitto. Antagonismi come quelli sfociati nelle polemiche di cui parla l’articolo non aiutano così come la presenza di squadre che vincono le partite di 50- 60 punti per la debolezza degli avversari invece che per il proprio valore.
    Le squadre Under 13 di Sestri e Aurora hanno un livello tecnico molto basso e un arbitro non incide su un risultato quando i ragazzi fanno fatica a fare il terzo tempo e vivono il rapporto con il canestro come una casualità.
    In queste partite, anche il risultato è una casualità: dire che si è perso per l’arbitro , è come fare il bagno in mare durante un temporale e lamentarsi che ci siamo bagnati per la pioggia.

  2. drazen ha detto:

    Ineccepibile. In sostanza, per cosa ci stiamo scannando? Per un basket di retroguardia, dove si perdono di vista i reali obbiettivi, che sarebbero quelli di formare quantomeno dei giocatori da e per le serie minori. Per un non meglio identificato complotto ordito ai danni di chicchessia, coinvolgendo nel calderone ragazzini, genitori e arbitri. Per un secondo posto in un torneo regionale ligure, che non porta da nessuna parte, come tutto il can-can sollevato. Se invece pensassimo a migliorare i nostri ragazzi, a insegnargli i fondamentali, a gestire meglio e favorire una collaborazione tra le società del comprensorio, a inculcare lo spirito sportivo (quello vero) nei giovani che si avvicinano a questo sport e a smettere di lamentarci sempre con gli arbitri e la Federazione quando vediamo sbagliare dai giocatori le cose più elementari, che accadrebbe ? Probabilmente se facessimo tutto questo, beh, allora avremmo solo cominciato a fare sport sul serio…

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