UNDER 17 ELITE: AD UN SOFFIO DALL’IMPRESA

“Vittoria è anche rifiutarsi fino all’ultimo di accettare una onorevole sconfitta” (Ernie Lombardi, Cincinnati Reds)

Una grande, grandissima Aurora fa vacillare la portaerei Arcola, che esce dalla Tensostruttura segnandosi col gomito. L’ultimo possesso chiavarese di una partita straordinaria muore nelle mani dei ragazzi di Massimo Gonfiantini, che non trovano la luce del canestro. Il grande cuore gialloblù batte forte per i 40′ più intensi, più sorprendenti e più coinvolgenti di questi ultimi tempi. Un gap fisico pronunciato fa pendere indiscutibilmente la bilancia a favore degli spezzini, più grossi, tosti e profondi di una Aurora che chiede (ed ottiene) 40/40′ da un Luca Cervini,  a tratti posseduto dagli dei del basket , e da un Alì Gaadoudi in odore di tripla doppia (21+14 rimbalzi e 8 stopponi) che rimanda al mittente alcune raccomandate. Ma tutti vanno elogiati indistintamente in un saliscendi emotivo che ha messo a dura prova le coronarie (e quant’altro) degli spettatori.

Le prime fasi vengono vergate con inchiostro neroarancio: l’Arcola mette in campo un tonnellaggio inavvicinabile dai nostri e le mani veloci in difesa che sortiscono il primo break sul 15-4. L’Aurora pare quasi intimorita e nel pugilato sarebbe contata in piedi. Ma quando ti aspetti un crollo verticale accade il contrario e si materializza l’imprevedibile: l’abilità nello stretto di Gianluca Stefani, la superiorità sottocanestro del principe Gaadoudi, unita al costante lavoro sulle linee di passaggio di Cervini e Crovo, consente un contro-parziale che fa chiudere il primo tempino sulla scia degli ospiti. Il secondo quarto è probabilmente il punto più alto dei gialloblù, che prendono fiducia, incasellano canestri e balzano al comando con una autorità pari solo alla sproporzione fisica in campo.

Dopo il temuto riposino di metà gara – il vecchio voyeur tende a precisare che in questi casi l’intervallo funziona da medicina per chi ha le idee confuse, mentre chi veleggia col vento in poppa difficilmente riesce a riallacciare certi automatismi – l’Aurora entra in cortocircuito offensivo. Sette punti in dieci minuti, con la non trascurabile complicità dell’ottima difesa spezzina nonchè qualche momento di comprensibile appannamento, costano probabilmente il sogno di proseguire la serie positiva di vittorie ai gialloblù.

L’affrettata espulsione di Davide Crovo per una reazione dopo una palla persa sembra portare l’inerzia dalla parte degli ospiti, il talento di Munoz nel procacciarsi canestri e falli spinge l’Arcola al +9 (62-53), ma i nostri non desistono. Triplone di tabella Stefanesca, caleidoscopica conclusione di Luca Amisano e quattro punti in sequenza di Stefano Solari, ecco il ribaltone a meno di 1′ dalla sirena. Poi solo tiri liberi, il 2 su 2 di Gaadoudi vale il 64-63 per l’Aurora, ma lascia 11″ agli ospiti. Munoz si infila nella difesa ospite, cerca e trova il fallo a meno 8″. Due su due dell’esterno di Arcola, timeout Aurora. Rimessa e buona posizione difensiva ospite che fa perdere il tempo che non c’è ai nostri che scagliano la loro preghiera a tempo scaduto.

Una sconfitta bruciante che però ha come il gradevole sapore di una vittoria, soprattutto per la capacità dei ragazzi di esportare il loro cuore in terre ancora sconosciute, di andare al di là dei loro limiti oggettivi e non essere considerati battuti in partenza. Nossignore, questa sera ha vinto anche questa Aurora. Un tesoretto che non si può e non si deve sprecare.

 

AURORA BASKET CHIAVARI – ARCOLA BASKET   64 – 65  (18-19; 41-37; 48-53)

AURORA  Solari 6, Stefani 11, Serio n.e., Amisano 13, Cervini 7, Crovo 6, Mammola n.e., Zignaigo n.e., Gaadoudi 21, Segale. – All. Gonfiantini.

ARCOLA  Munoz 22, Croce 6, Leovino, Pappalardo 8, Benetti 2, Lanzi 6, Melegari 2, Sturlese, Sassi 10, Viola, Putti 9. – All. Buffa.