C2: L’AURORA SI FERMA SUL PIU’ BELLO

Sentimenti contrastanti. Alla fine non sai se rallegrarti per la prova di ottimo spessore tecnico di Gabriele Podestà e Stefano Bottino, oppure rammaricarti per una occasione buttata – per così dire – “a meretricio”. Nel dopo-gara col Granarolo, la postura e l’espressione sul volto di coach Giuliano Marenco lasciano propendere per la seconda eventualità, anche se – ne siamo certi – non mancherà di osservare il bicchiere mezzo pieno: una sconfitta di stretta misura contro la terza in classifica sul suo campo, in contumacia Nicola “Stecco” Tealdi e con soli 13 punti in combinato disposto della coppia Garibotto-Terribile, non è proprio merce da destinare al “secco non riciclabile”.

SUPERBOT – Quando, chiudendo un parziale di 15-2 a cavallo tra terzo e quarto periodo, l’Aurora si issa sul +7 (59-52) a 5′ dalla sirena finale appoggiando bene il pallone nel pitturato ad uno Stefano Bottino a tratti Shaquillesco (17 punti con 8/10 dal campo e 16 Rodmans), il pensiero generale è orientato a considerare come favoriti i gialloblù. Ma, scavando nelle pieghe del tabellino, l’Aurora si accorge – suo malgrado – di dover fare i conti con una situazione-falli che diventa ingestibile minuto dopo minuto. Infatti il continuo trillare degli zufolatori produce qualcosa come 53 penalità fischiate in condominio con il Granarolo, ma la cosa più preoccupante sono le uscite per 5 falli in rapida successione di Terribile e Sciutti, che fanno crollare il castello chiavarese, il quale subisce dai genovesi un quasi speculare 14-2 negli ultimi 4’30”. Complice un pressing che toglie ossigeno e lucidità ai nostri, il Granarolo ribalta la frittata nell’ultimo spezzone: i garretti degli under 19 di scuola Cap e le vorticose porte girevoli innestate tra panchina e campo (coach Enrico Rocco utilizza 10 uomini nei primi 10′) provocano eccesso di acido lattico nei muscoli e forse anche nella mente dei ragazzi gialloblù. Nel breve volgere di centoventi secondi l’Aurora si beve d’un fiato quanto aveva costruito con pazienza in tutta la partita.

CRONACA – Il 9-2 pro Granarolo al 4′ trova l’Aurora ferma sui blocchi di partenza. La palla gira poco e male, Terribile si vede sventolare la paletta del terzo fallo dopo 7′ giocati in distonia con le chiamate arbitrali ed il reparto esterni soffre il dinamismo biancorosso. La leggerezza consistente dei sette punti consecutivi del vero Gabriele Podestà invertono il trend (17-14 per l’Aurora al 3′ del secondo tempino), ma il Granarolo sbriga rapidamente la matassa riavvolgendo un 9-0 che lo porta sul 25-21 al 6′. Una tripla al buzzer di Gianluca Garibotto, che richiama le gesta di Monsieur Rocambole per la sua inconsueta realizzazione, porta le due contendenti all’intervallo lungo sul 28 pari. La tripla in questione rimane anche l’unico lampo del Gabbo, il quale nei secondi 20′ deporrà un inconsueto uovo nella casella dei punti, con la complicità di un pestone alla mano destra. Serata poco propizia per il capitano di mille battaglie.

BREAK E CONTROBREAK – Nel terzo quarto si procede a strappi, ma con il semaforo giallo dei falli che tormentano le parche rotazioni di coach Marenco. Baiardo è la testa di ponte per il 48-42 Granarolo al 9′, Sciutti rammenda con una tripla (al buzzer anche questa) che mette in rampa di lancio il 15-2 Aurora di cui sopra. G-Pod è anguillesco nel trovare punti ovunque, SuperBot usa il corpaccione per farsi largo ed arraffare rimbalzi e canestri da darsi di gomito l’uno con l’altro, ma i genovesi ne hanno di più e negli ultimi minuti strangolano le possibilità dei nostri, che cadono nelle trappole dei raddoppi sui portatori di palla, che assieme alla sfera si vedono grassare anche la partita.

OPPORTUNITA’ – L’ultimo vantaggio ospite è sul 61-60 a -2′ dal gong. Ci sarebbero ancora due occasioni per riaprire la contesa, ma non è un paese per Gabbo. Prima si fuma due liberi sul ferro (sul 63-61 interno a -52″), poi la sua tripla per l’overtime a -8″ (sul 64-61) non ha maggior fortuna. Il capitano lotta come un leone ferito ed è sempre l’ultimo ad arrendersi, ma stavolta la dea bendata si è voltata dall’altra parte. Come sembra abbia fatto nei confronti dei gialloblù, ai quali nelle ultime uscite è mancato il più classico dei centesimi per fare l’euro. Il terzo stop consecutivo li ha ormai irrimediabilmente allontanati dal terzo/quarto posto ed il Cus, maramaldo sul Vado, li ha appaiati al quinto. Domenica arriva il Villaggio al PalaCarrino e l’imperativo è non sbagliare.

 

 

 

GRANAROLO GENOVA – AURORA BASKET CHIAVARI   66 – 61  (14-13, 28-28; 50-47)

GRANAROLO  Macrì 12, Baiardo 20, Giordano 5, Meroni 8, Baldini 12;  Ferri, Coltro, Bianco, Caversazio 8, Paloscia 1. – All. Rocco.

AURORA  Sciutti 11, Podestà 18, Garibotto 8, Terribile 5, Bottino 17; Buccini 2, Stefani, Provatidis, Gaadoudi n.e., Sambuceti n.e. – All. Marenco.