C2: ALLA RICERCA DEL CANESTRO PERDUTO

Per usare un largo giro di parole, l’Aurora sta trovando qualche difficoltà offensiva in questi ultimi chiari di luna, soprattutto tra le mura di casa. Percentuali in caduta libera, riflessi sensibilmente appannati quando si tratta di concludere a canestro, forse – mettiamoci anche questo – poca fiducia nel prendersi i tiri, in particolare quelli che non andrebbero “passati”. Molteplici possono essere le logiche che spingono una formazione che fa dell’intensità difensiva il suo marchio registrato a non riuscire a tradurre nella metà campo d’attacco la mole di lavoro che svolge dietro.

NUMERI – Mettiamo sotto la lente d’ingrandimento, per meglio spiegare l’assioma, la produzione in termini di punti dividendo in due tronconi le gare finora disputate. Nelle prime otto (5 vinte – 3 perse) l’Aurora ha segnato 513 punti, alla non esaltante media di 64 per allacciata di scarpe. Nelle successive 7 (5-2 il record) ne ha messo agli atti solamente 364 (52 esatti di media partita), chiaro sintomo di un attacco che batte in testa. Addirittura, se restringiamo il campo alle ultime 4 gare casalinghe, suona l’allarme rosso: 189 punti, con un preoccupante 47.3 di media. Particolarmente indicativa la flessione che sta vivendo Gianluca Garibotto, passato dai 23 abbondanti delle prime 8 partite ai 15 delle ultime sette. Non a caso l’unica volta in questo torneo in cui il miglior realizzatore gialloblù non è scollinato sopra i dieci punti è stata nell’ultimo match contro il Tigullio.

CONTRADDIZIONI – Se ci immettiamo nel campo delle percentuali dal campo delle ultime 4 uscite al PalaCarrino, ecco fare capolino un poco tonificante 31%  nel totale tiri, che diventa 19.6% oltre l’arco dei tre punti. Insomma, numeri da far paura. Eppure, questa Aurora è per adesso saldamente nella zona playoff, ad un …tiro di schioppo dal terzo posto, con una striscia aperta di sette successi consecutivi fuori casa. E, paradosso dei paradossi, segnando di meno ha vinto di più, sempre nei due periodi sotto esame. La funzione delle statistiche è quella di dover essere interpretate, d’accordo, ma il caso è perlomeno curioso. Per completezza d’informazione, diciamo anche che non è secondario il fatto che la difesa meno perforata della C2 appartenga all’Aurora e che nelle ultime sette di cui sopra abbia concesso agli avversari la miseria di 50.4 punti di media.

PSYCO – Il match contro Sestri Ponente (domenica al PalaCarrino, ore 18) capita a fagiolo per confutare tutta questa serie di numerologia spicciola. Intanto, nelle gare casalinghe gli uomini di Marenco stanno producendo un 3-4 di record assai poco lusinghiero e qui, più che le statistiche, servirebbe aprire qualche testo di psicologia. E’ certamente singolare che una formazione nota fino allo scorso campionato per la sua intransigenza domiciliare sia vittima della sua personalissima nemesi come in questo torneo. D’altronde, l’Aurora non è mei riuscita ad “uccidere” nessuna partita nella presente stagione. E questo, che lo si voglia o no, è un dato di fatto.

ANDATA …BENE – Andando a rileggere gli appunti del match di andata, lo scrivano annota come nella tenzone del Centro Civico l’Aurora avesse già messo in atto i prodromi di quello che sarebbe diventato il suo modus operandi. Due buoni quarti da 19 punti ciascuno, poi le mani in ghiaccio nei restanti due, con il rischio di perdere sul tentativo di tripla di Pestarino. Il gruppo di Marenco non può permettersi di sottovalutare nessuno, men che meno queste avversarie “che meritano rispetto a prescindere dalla classifica. Noi abbiamo chances solo se svolgiamo il nostro compito ed attacchiamo con la testa. Inutile nasconderci, occorre una vittoria per poter affrontare un periodo di scontri difficili nelle prossime giornate con qualcosa già in cascina”.

E se il coach dice questo, buona partita a tutti. Del resto, possiamo definire tutto il discorso sulle cifre come  la più effimera delle barbershop conversations. Con buona pace delle percentuali.