C2: FENOMENOLOGIA DI UN MOMENTO POSITIVO

Nella surreale commedia di Michael Gondry Be Kind Rewind l’impetuoso Jack Black ed il suo degno compare Def Mos si arrabattano con uno stratagemma particolare per riparare alcune videocassette smagnetizzate: girano loro stessi una versione amatoriale dei film, che spacciano per quella originale. Consequenziale il grande successo presso la clientela, con richieste che aumentano in maniera esponenziale.

La citazione cinematografica spiega in parte il momento che sta vivendo la formazione guidata da Giuliano Marenco, reduce da sei vittorie consecutive dopo un inizio zoppicante. Qualche “aggiustamento” del coach, la fiducia incondizionata (e ben ricompensata) ai pretoriani di lungo corso ed un pizzico di buona sorte nei finali di partite hanno sortito la cavalcata che sta vivendo l’Aurora. Per poter scalare la classifica ed ormeggiare al molo del terzo posto in solitario dovevano combaciare diversi tasselli, che finora sono andati prodigiosamente a posto, rendendo una squadra che nelle prime uscite sembrava “amatoriale” – non fraintendete il virgolettato, please… – un grande successo di critica con elogi da parte di tutti gli addetti ai lavori. In sintesi, gli uomini di coach Marenco stanno sorprendendo un pò tutti quelli – anche chi vi scrive, of course – che la  destinavano ad un torneo di retroguardia, in bilico tra la lotta per le posizioni di rincalzo e con un occhio per evitare le ultime piazze. Finora non è andata proprio così, ed anzi la particolare viscosità della difesa gialloblù sta creando nelle avversarie sentimenti di malcelato fastidio.

Ovviamente, dopo un simile exploit la percezione dei rivali è cambiata e quindi con essa anche l’approccio ad affrontare l’Aurora, con le relative contromosse. Attendiamoci già da domenica (PalaCarrino, ore 19.00, attenzione si comincia un’ora dopo) un Rapallo deciso a creare la sorpresa della giornata. Sulla carta, i dieci punti di differenza in graduatoria  pro Garibotto e compagni (sedici contro sei) probabilmente non ci stanno, osservato che i rapallini hanno una solida intelaiatura, nella quale evoluiscono i ben noti  Gardella, Bacigalupo e Moscotto, tutti in vena di sgnaccare proditori ventelli se lasciati pasteggiare sui loro scranni, in aggiunta a Vexina ed il giovin Ermirio, vassalli dal piede veloce. Chef di cotanto personale il buon Riccardino Gaiaschi, indimenticato genialoide scorridore dei parquet levantini (e non solo) nei favolosi anni Ottanta.

Coach Marenco, che sui tardi favolosi di cui sopra potrebbe conferenziare suscitando le attenzioni dell’uditorio dal palato fine, spegne il fuoco e chiama a raccolta i suoi: “Attenzione, ci siamo levati di dosso la scimmia delle partite casalinghe (ricordate l’inizio del torneo? n.d.a.), ma ciò non significa che d’ora in poi tutto ci è dovuto. Siamo arrivati al terzo posto sbattendoci come dannati in difesa: è il nostro punto di partenza. Se ce ne dimenticassimo da qui alla fine sarebbero ben poche le partite che potremmo portare a casa. Il rispetto lo abbiamo ottenuto con l’applicazione e la voglia di aiutarci l’uno con l’altro”.