C2: LA MALEDIZIONE DEL PALACARRINO

Mettiamola così: il condizionamento psicologico derivante dal dover ancora ottenere la prima vittoria stagionale al PalaCarrino è il principale avversario dell’Aurora in questo inizio di campionato. La banda-Marenco incoccia in un rivale – il Granarolo dal make-up giovanilistico versione Cap – che gioca con la leggerezza dei diciottenni,  una velocità che sopperisce alla mancanza di tonnellaggio ed ha diverse mani notevolmente educate in fase d’attacco. In sintesi, il peggior avversario per questi chiaroscuri gialloblù, i quali ci mettono del loro, ovvero una gestione dei palloni nel finale di gara al limite dello scriteriato. Ritmo spezzettato, errori concettualmente grossolani: il minimo comun denominatore degli ultimi minuti chiavaresi è lo stesso della gara con il Cogoleto ed a questo punto siamo già a due indizi. Occorre invertire la rotta quanto prima.

GABBO – Come sempre il top scorer della serata è il monumentale Gianluca Garibotto, che sforna una calda doppia-doppia con 24 punti, frutto di 9/18 dal campo (di cui 3/7 nei tiri pesanti), e 10 rimbalzi. Ma gli effetti speciali del Gabbo, supportati con dosi omeopatiche di discontinuità da Sciutti e Tealdi, non riescono a coinvolgere tutta la squadra, che si abbevera letteralmente alla fonte del capitano gialloblù, tanto che la sua permanenza in panchina per 3′ nel secondo quarto segna il prodromo di un parzialone pro-Granarolo, la cui onda lunga si avvertirà per tutta la contesa.

PARTITA – Ma andiamo con ordine. Il primo tempino – ci piace dirlo, è vero – è speculativamente interlocutorio, con le compagini che si scambiano vantaggi minimi. Il vero solco lo traccia un’Aurora che ha squarci fiammeggianti  issandosi sul 23-16 al 2′, mercè una chicca assoluta di Cesare Sciutti in zingarata destrorsa. L’uscita del Garibotto per prender fiato coincide però con una siccità gialloblù che si protrae per 5 lunghissimi minuti ed un break biancorosso di 11-0, esteso fino al 21-6 a cavallo dell’intervallo lungo (29-37 al 4′ del terzo periodo).

EQUILIBRIO – Nicola Tealdi suona la riscossa per il contro-parziale chiavarese di 9-0 (38-37 al 7′) che traghetta le due compagini appaiate sulla riva degli ultimi dieci minuti. Un Gabbo che più Gabbo non si può infila un triplone da otto metri per il 52-47 (5′) che lascia intravedere lo striscione dell’ultimo chilometro per l’Aurora, due piazzati di Tealdi tengono momentaneamente a distanza il Granarolo, sempre più sospinto da Macrì e Caversazio (56-54 a- 3′ dal gong). I genovesi ne hanno di più, operano il sorpasso trovando sempre l’uomo giusto al posto giusto, mentre il quintetto chiavarese va in overload, sciupando tutto con una serie di imprecisioni inequivocabili.

INCAVOLATO – Il commento migliore lo fornisce l’espressione contrita (eufemismo) di coach Marenco a fine partita, visibilmente contrariato (eufemismo numero due) per il risultato, ma soprattutto per la prestazione degli ultimi giri d’orologio. Non ce ne vogliate: sarà un’annata dove il consumo di Maalox andrà impennandosi…

ALTROVE – La gara più interessante della sesta tornata è certamente stata Tigullio-Ovada, vista in prima persona da chi vi scrive, con impressioni contrastanti. Tigullio che, se lasciato giocare come nei primi due quarti, può dare ventelli a chicchessia, mentre Ovada brava a rientrare dal -21 fino ad un possesso di differenza, per poi mollare la presa complice qualche erroraccio. Due belle rivali, ne sentiremo parlare. Intanto, prosegue il cammino invitto del Cus, si riprende il Sestri Levante che infila due vittorie di seguito e il Rapallo raggiunge i nostri cari gialloblù in nona posizione regolando il Pontremoli. Nel turno a venire, sfida serotina di sabato prossimo ore 21 (Centro Acquarone) tra Villaggio e Aurora, malinconico derby (purtroppo) di bassa classifica.

 

AURORA BASKET CHIAVARI – G.S. GRANAROLO GENOVA   62 – 67  (18-15; 27-31; 43-43)

AURORA  Sciutti 11, Stefani 2, Garibotto 24, Terribile 10, Bottino 5; Buccini, Provatidis, Tealdi 10, Briccolo n.e., Sambuceti n.e. – All. Marenco.

GRANAROLO  Macrì 15, Baiardo 6, Giordano 6, Meroni 2, Baldini 10; Ferri 3, Coltro 5, Caversazio 16, Paloscia 4, Zaio n.e. – All. Rocco.