C2: TOCCA AGLI IMBATTIBILI

Vincere non è tutto, è l’unica cosa” (Henry “Red” Sanders)

Cinquecentotrenta, ed il tassametro corre.

530 sono i giorni passati dall’ultima sconfitta subita in una gara ufficiale dal Sarzana: era gara-3 dei playoff di serie C nazionale, l’avversaria – per dovere di cronaca – era il Novara. L’estate del 2012 vide il doppio salto all’indietro (retrocessione in serie D regionale) per problemi finanziari e regolamentari, ma la società biancoverde, senza perdersi d’animo, allestì una sorta di all-star per il campionato in questione, che la portò ad inanellare la più classica delle “perfect seasons”. I componenti della galoppata dello scorso campionato – conclusasi ovviamente con la promozione in C regionale – sono rimasti più o meno i medesimi, ovvero elementi sicuramente di categoria superiore come Bencaster, Dell’Innocenti, Tesconi e Penè. Di conseguenza, gli avversari dell’Aurora di sabato (ore 18.30 a Sarzana) sono tranquillamente i favoriti per la vittoria finale. Altrettanto consequenziale è il  compito proibitivo che attende il gruppo allenato da Giuliano Marenco.

“Andiamo per fare la nostra partita” esordisce il coach “giocandola a cuor leggero. Adesso tra noi e loro è indubbio che ci sia un bel gap. Mi conforterebbe vedere i progressi, seppur minimi, che abbiamo messo in mostra contro l’Ovada. Credo che il risultato non sia in discussione, però vorrei un approccio serio da parte dei miei giocatori: penso che giocando tutte le nostre fiches siamo in grado di procurare qualche fastidio ai nostri avversari”.

Quasi a confermare il periodo poco fortunato in casa gialloblù  è giunta la notizia della ripetizione ex novo della gara tra Aurora e Ovada, interrotta domenica scorsa ad inizio terzo quarto sul +9 per i nostri. Contrariamente a quanto annunciato a caldo, la partita dovrà essere rigiocata interamente. Non si riesce a capire il motivo per il quale la regola,  una delle poche che aveva ragione di validità – in quanto, a prescindere da chi si trovasse in vantaggio, fino a quel momento lo aveva fatto in un contesto riconosciuto regolare dai direttori di gara – sia cambiata. Obietterete: c’è di peggio in questo basket malaticcio, specchio dei nostri tempi. Avete ragione. Temiamo di non aver ancora toccato il fondo.