SERIE C SILVER: ESPOSIZIONE A PALAZZO …PUTTI

Francesco Putti si carica sulle spalle l’Aurora in un quarto periodo tutto di stampo gialloblù, ribaltando la direzione del match e servendo su un piatto d’argento i primi due punti stagionali alla squadra di coach Marenco. Ad onor del vero, le notazioni di cronaca potrebbero finire qui, tale è stato lo spettacolo offerto da entrambe le compagini, che hanno profuso impegno e dedizione in quantità industriali ma con pochissimi bagliori di pallacanestro. Per esemplificare lo sconcerto, l’Aurora incassa più punti nel secondo quarto (“ben” ventuno, verrebbe da dire) che in tutto il resto della – ahem – partita, forza 22 palle perse dei genovesi e vince nettamente la lotta a rimbalzo, ma si infila in una inspiegabile parodia kafkiana, nella quale per lunghi tratti tira a più riprese la catena del water.

Non vogliatecene, ma decisamente abbiamo assistito a migliori versioni dell’Aurora – anche in questo stesso campionato – e quindi potevamo guardare con un pizzico di buona predisposizione, seppur  considerando l’importanza della partita (una sorta di spareggio per lasciare quota zero in classifica) si poteva anche presumere una coltre di tensione da affrontare provvisti di machete. Perciò la pressione del “fare risultato” a tutti i costi – soprattutto da parte dei chiavaresi, dato che erano gli ospitanti – ha giocato un ruolo preponderante, forse disseminando litri di acido lattico nelle gambe dei protagonisti.

Fatta il lungo e doveroso preambolo, rimangono da descivere i due momenti topici della gara, quelli che hanno determinato le svolte, prima a favore dell’Ardita e poi dell’Aurora. Gli ospiti, dopo un effimero fuoco di paglia  Aurorino, indirizzavano il match dalla loro parte grazie a un parziale di 17-0 nel secondo quarto, con coach Marenco impegnato a discernere la fauna ittica da catturare. Chiuso il secondo quarto in ritardo di sette lunghezze, l’Aurora metteva ben altra energia dopo l’ìintervallo lungo, ma la situazione ristagnava (per inciso, il terzo periodo finiva sul 7-6 pro Aurora, Naismith perdonali…). Per fortuna il Putti di cui sopra decideva che era venuto il momento di prendere le briglie dell’incontro e con undici punti in striscia consentiva ai gialloblù prima il sorpasso in tromba (cavalcando un 15-0 di break), e poi l’arrivo a braccia alzate.

Resta da dire che se l’attacco ha funzionato ad intermittenza, la difesa e il controllo dei rimbalzi sono stati sicuramente i perni sul quale l’Aurora ha fatto ruotare il match. In buona sostanza, se far canestro diventa difficile si fa di tutto per non prenderlo. E quando riesci nell’intento, da puro e semplice blue collar, puoi dire che te la sei guadagnata. Con le unghie, con i denti, con il cuore.

IL MIGLIORE: of course, Francesco Putti. Ventuno+undici rimbalzi e un importante 6/6 dalla lunetta nelle pieghe della gara. Fondamentale nel 4° tempino da autentico match-winner dopo aver costeggiato per lunghi tratti. Sempre in campo (40′ filati).

MENZIONE ONOREVOLE: Jacopo Barnini. Intensità e lavoro oscuro nel sottobosco. Fa legna ma mette anche 7/9 dalla linea della carità.

 

AURORA BASKET CHIAVARI  –  BASKET ARDITA  51  –  41  (14-11; 25-32; 33-39)

AURORA:  Andreani, Stefani 5, Messina 3, Putti 21, Cerisola 7, Varrone 3, Barnini 9, Elia, Muzzi 3, Ravera, Solari, Davini,  –  All. Marenco

ARDITA:  Lotti, Rossi, Salomone, Visca 8, Dallorso 11, Ferraris 3, Pietronave 13, Patti, Cevasco, Ferrari 6, Frigerio, Demarte,  –  All. Chiesa

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