C2: AUTOGOL DELL’AURORA

Si chiama Levani Babilodze, classe ’98, l’ultimo (in ordine temporale) incubo di casa Aurora. L’aletta georgiana del Tigullio scaglia 26 dardi velenosissimi nel costato gialloblù – 19 nella sola seconda metà di gara, con 3/4 da tre punti – che probabilmente costano il secondo posto a Garibotto e compagni. Il Tigullio sbanca meritatamente il PalaCarrino con un quarto periodo da 31 punti, frutto di percentuali altissime negli ultimi 10′ favorite anche dalla remissiva (leggi marmorea) difesa chiavarese, che viene abusata dal melting pot biancorosso. Il Babilodze in questione viene affiancato nell’opera vivisezionatrice dal cavalier Knight al secolo Traquan e dal biondino Wintour, quest’ultimo imprendibile per gli stanchi (?) garretti nostrani.

Il derby sancisce che il Tigullio è con ogni probabilità la nemesi di una squadra – quella chiavarese – più tecnica ma zavorrata da diversi travagli, non ultimo le condizioni fisiche di Podestà e Vercellotti, con il secondo che non supera la visita fiscale pre-gara e resta fermo ai box. Non bastano le sfuriate di un Garibotto poco lucido nelle scelte (9/24 al tiro) ma encomiabile per il cuore e la combattività che rasentano l’immolazione (14 rimbalzi e 3 recuperi), dove altri si sono dileguati repentinamente. Oltre ciò, il pino riaccoglie altrettanto velocemente i suoi componenti che, dopo una fugace apparizione – o sparizione, fate voi… – in campo, coach Marenco decide di evitarne l’impiego.

Non un bel finale di una gara iniziata sotto diverse prospettive, con l’imprevisto successo del sabato di Rapallo sull’Ospedaletti, che donava una chance storica all’Aurora di assicurarsi la seconda posizione vincendo il derby contro un Tigullio già certo aritmeticamente del sesto posto. Invece, e il bello dello sport è anche questo, tutto si deciderà tra due settimane proprio a Ospedaletti e la fiocinata sul piede che i  chiavaresi si sono inflitti fa ancora più male…

Per le notazioni cronachistiche, il taccuino dello scriba rimane povero di appunti per tre quarti del match, durante i quali i nostri menano (poco) convinti le danze, con uno sterile predominio certificato da vantaggi nell’ordine di tre/cinque punti con un massimo di sette sul 40-33 (8′ del terzo periodo). Iniziato il quarto conclusivo sul +5 (42-37), accade l’irreparabile: primo parziale di 9-0 ospite con sorpasso sul 42-46 ( a -7′ dalla sirena), suturato dall’unica tripla di Podestà che riporta i suoi sul 46 pari. Poi è solo Tigullio, o Babilodze se preferite, con le nebbie primaverili che avvolgono la zona d’attacco chiavarese: altro tramortente 12-0 che mette il timbro postale ad un match omeopatico, interpretato in quei frangenti con palese insufficienza dagli attori non protagonisti in gialloblù.

L’ultimo giro di orologio denuncia le verdi primavere degli ospiti, che provano a far rientrare una Aurora sorretta dalle cariche furenti del rodomontesco Garibotto. Ma non c’è tempo, l’ultimo sussulto è buono solo per i rimpianti (61-64 a 15″ dal termine) e gli errori presentano il conto alla cassa. Ed è un conto salato, che contempla il contrappasso di vedersi sfuggire un secondo posto che era alla portata con la pena accessoria di provare a riprenderlo dopo le festività pasquali.

Coach Marenco non cerca giustificazioni ed è come al solito laconico: “Avevo avvisato che la partita era di quelle da prendere con le pinze. Ma in campo abbiamo fatto il contrario, giocherellando per tre quarti salvo sparire nel momento più importante. Ce lo meritiamo, questo risultato ci deve far riflettere ancora di più sulle nostre caratteristiche di squadra operaia, che non vince contro nessuno a prescindere”.

 

AURORA BASKET CHIAVARI – TIGULLIO S. MARGHERITA  61 -68  (17-13; 30-27; 42-37)

AURORA  Podestà 5, Garibotto 25, Vajra 2, Terribile S. 11, Bottino 10;  Toschi, Buccini, Gaadoudi 2, Tealdi 6, Sambuceti n.e. – All. Marenco

TIGULLIO  Wintour 14, Knight 10, Matchavariani 7, Vidakovic 2, Kourentis 5;  Babilodze 26, Pincione n.e., Lagomarsino n.e., Caversazio n.e, Bogliardi n.e. – All. Terribile F.