C2: AURORA, UN’ANIMA DIVISA IN DUE

Vista da destra, vista da sinistra.

Duplice  Vista da destra, l’Aurora gioca come il gatto fa con il topo, fa luccicare piccole gemme in attacco e tiene a concione una conference call su difesa e transizioni, circolazione di palla e buone spaziature. Vista da sinistra, si porta appresso momenti di inedia cestistica che provocano anomali sbandamenti con tutti gli annessi e connessi, rischiando di riaprire un match già morto e sepolto sul +24. L’anima gialloblù si divide metaforicamente in due tronconi, soave e luciferina al tempo stesso, con i cinque dello starting five in abbondante doppia cifra ma richiamati alle armi nei minuti finali per respingere gli assalti di un Sestri Ponente a lungo scombiccherato ma in grado di mettere sul tabellone 72 punti nei 30′ giocati su 40′ (tolti i dieci dove non capitalizzava alcunchè).

Cronaca  L’assenza della guida tecnica di Giuliano Marenco per il grave lutto che lo ha colpito apre le porte della panchina a coach Roberto Picasso, mentre Stefano Terribile dà forfait e ritorna a disposizione Luca Trottolino Toschi nei dieci a referto. Pestarino e Aldighetti aprono le danze dall’arco dei tre punti e l’Aurora si lascia irretire dal ballo del mattone ospite (9-13 al 7′). I gialloblù scovano qualche pepita di Nicola Tealdi che li tiene incollati alla baldanza dei sestresi, i quali provano la fuga buona verso la metà del secondo quarto (23-29). Pare una di quelle serate, con i corvi a volo radente sul PalaCarrino e le ragnatele sul cerchio del canestro ospite, inviolato grazie anche ad alcuni proditori colpi da mortaio dalle traiettorie ad ogiva chiavaresi.

Digiuno  Poi, come cantava a suo tempo Roberto Soffici, “all’improvviso l’incoscienza”. I sestroponentini si legano le mani dietro la schiena e smettono di segnare per dieci lunghissimi minuti, sbagliando lo sbagliabile. Di fronte a cotanto autolesionismo, l’Aurora fa quello che deve fare: canestro. Un parzialone a cavallo dei due tempi di 28-0 (avete letto bene…) dove trovano asilo sei triploni – una persino di Nicolino Tealdi – mette i sigilli alla partita (51-29 al 5′ del terzo quarto). O meglio, dovrebbe metterli, perchè i chiavaresi vanno in amministrazione controllata troppo presto e il resuscitato Leandro Passariello, che aveva deposto l’uovo (zero punti) nei primi 20′, imperversa come la tempesta perfetta. Sotto la sua gragnuola di canestri pesanti, gli ospiti ricuciono lo strappo e si riaffacciano sul -8 a 8 minuti dalla sirena (65-57). Quindi, secondo il teorema Peterson, abbiamo una partita. Dopo che la medesima era già in saccoccia per l’Aurora. Ci pensano Gabriele Podestà (tripla scaccia incubi) e Nic Vercellotti (furto con destrezza) a restaurare le scalpellate inferte dai chiavaresi al quadro della gara, con l’amichevole partecipazione di Garibotto (due fiondate delle sue) e Bottino, ottimo a far legna e capitalizzare gli assist dei compagni.

Altrove  Doveva essere una giornata interlocutoria e lo è stata, seppur parzialmente. Infatti ai successi di Sarzana ( a Vado, più difficile di quanto dica lo scarto, con Dell’Innocenti che dice 33) e Ospedaletti (che prende il volo solo nel finale contro Sestri Levante), c’è da rimarcare lo stop di Granarolo a Rapallo, che crea un solco di otto punti tra le prime tre e le quarte a pari merito (Granarolo appunto, Tigullio e Ovada). Proprio il Granarolo di Enrico Rocco attenderà sabato (ore 20, palazzetto Lago Figoi) i gialloblù chiavaresi per riaprire il discorso secondo/terzo posto.

 

AURORA BASKET CHIAVARI – A.B. SESTRI PONENTE   79 – 72 (16-20; 44-29; 63-45)

AURORA   Podestà 11, Vercellotti 18, Garibotto 16, Tealdi 15, Bottino 14;  Vajra 1, Toschi 4, Sambuceti, Buccini n.e., Frulli n.e. – All. Picasso.

AB SESTRI  Pestarino 10, Passariello 20, Grazzi 18, Aldrighetti 3, Bo 7;  Falappi, Zenobio 8, Barnini 4, Lovati, Kaza 2. – All. Taverna.

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