C2: AURORA, CUORE CALDO E SANGUE FREDDO

“La fragilità del cristallo non è una debolezza, ma una raffinatezza” (Chris McCandless, tratto dal film “Into The Wild – Nelle terre selvagge”)

Tutto il bene ed il male che può offrire un match aspro, duro e talvolta parossistico. Un match dove il nitore del gesto si nasconde dietro una tensione negativa, che prende alla gola le due compagini proprio nel momento migliore. Un match che l’Aurora riesce a girare  dalla sua parte dopo un avvio che definire stentato è puro esercizio attenuativo, respingendo l’Ovada e raggiungendola in classifica. Quaranta minuti dove si possono estrapolare break stordenti, difese solide su attacchi asfittici e parecchia intensità che brucia come un fiammifero la lucidità dei singoli.

FATTURATO MINIMALISTA – Tra mille contraddizioni, vince l’Aurora che riesce a far quadrare le sue lacune, soprattutto nella giornata meno prolifica del bomber per antonomasia, Gianluca “Gabbo” Garibotto, contumace nella prima metà di gara e soprattutto in quel secondo quarto che ha segnato la partita. Il capitano gialloblù stecca i primi venti minuti, ma si riprende proprio quando l’Aurora è alla canna del gas e necessita dei suoi punti. I due tiri liberi segnati a 9″ dalla sirena finale (sul 53-52 chiavarese) – quando la mano può tremare per il peso specifico del pallone –   sono la chiosa del suo match in lenta emersione, dove le difficoltà al tiro (4/16) non devono far trascurare tutta l’energia e la leadership in campo. Ma stavolta – nella serata complicata del secondo violino Stefano Terribile – i protagonisti sono altri, ovvero Cesare Sciutti (10 + 10 alle voci punti e rimbalzi), Stefano Bottino (13+13) e Nicola Tealdi (6/8 al tiro nei primi due quarti), senza dimenticare l’impulso di un Andrea Stefani a suo agio nel clima partita (suoi i due tiri liberi del pareggio a quota 52).

LA PARTITA – Al segnale dello starter, l’Aurora rimane sui blocchi (0-9 al 3′) con Marenco che spreca un Time-out di puri segnali acustici dopo soli 145″. Gli ospiti muovono bene palla in attacco e Dario Gay si conferma folletto dotato di skills offensive di tutto rispetto, con i due Cornaglia che fanno da specchietto per allodole. L’area pitturata è dominio chiavarese (48 rimbalzi di squadra alla fine) e  gli ospiti tendono ad allargare il gioco per gli esterni. L’innesto di Tealdi riaccende gli animi del PalaCarrino (10-15 all’8′), superBot pareggia quota 18 nel secondo tempino , poi è solo Aurora con un break di 21-0 (dal 12-18 al 33-18 del 6′). Probabilmente l’Ovada si lascia marinare troppo in una situazione che vede i gialloblù assoluti padroni del campo, forse convinta di poter rimettere in carreggiata il match.

RIPRESA – Confronto che torna equilibrato al 5′ del terzo tempino (39-35 pro Aurora), con i nostri intrappolati nella “zona” biancorossa,  per poi trascinarsi con minimi vantaggi chiavaresi fino al 50-49 a meno 2’35”. Mossi mette una tripla a -1’50” (50-52), Sciutti si “fuma”  due liberi, Stefani acchiappa il rimbalzo e va in lunetta dove pareggia con mano ferma (52-52 a -1′ 30″), di là Gaido cerca un compagno che non c’è. Sciutti torna in lunetta per un 1/2 a meno 1′ (53-52), Ovada va in cortocircuito offensivo, Garibotto mette due preghierine a 9″ per il 55-52. Con un fallo da spendere prima del bonus, i chiavaresi gestiscono brillantemente il finale e gli ospiti non trovano nemmeno il ferro sul tiro da tre per portare il match all’overtime.

FUTURO PROSSIMO – Vittoria sudata, vittoria voluta: è la quarta di seguito per i colori gialloblù, che annusano l’aria dell’alta classifica. Domenica (ore 18 al PalaCarrino) si torna già in campo per la prova del nove contro il Cus, formazione ambiziosa che non fa mistero di puntare al bersaglio grosso.

 

AURORA BASKET CHIAVARI – RED BASKET OVADA   55 – 52  (14-18, 33-26; 44-39)

AURORA  Provatidis, Sciutti 10, Garibotto 11, Terribile 4, Bottino 13;  Buccini n.e., Stefani 5, Comunello n.e., Tealdi 12, Sambuceti n.e.  – All. Marenco.

OVADA  Gay 20, Gaido 6, Mossi 13, Cornaglia G. 5, Cornaglia L. 8; Migone, Camisasca, Maldino, D’Avino, Andov.  – All. Brignoli.