C2: FALSA PARTENZA CON FLOP CASALINGO

Ursus Arctos Marsicanus – Animale prevalentemente notturno che ancor oggi viene  cacciato senza pietà dai bracconieri, i quali utilizzano in maggior parte  bocconi avvelenati o trappole.

Fuor di metafora, l’inopinata débacle casalinga dell’Aurora – in quel che poteva sembrare il più classico degli approcci morbidi al torneo, soprattutto dopo un avvio in tromba – ha tutta la sensazione di un atteggiamento superficiale di una squadra che si dimena animalescamente affossandosi e riaprendo una gara più d’istinto che altro. Il paragone che ci viene calzante con il rappresentante degli Ursidi di cui sopra spiega meglio di ogni altro tentativo una partita che altrimenti si potrebbe definire inintelligibile, costellata qua e là di break e contro-break ed a sprazzi nobilitata da qualche lampo del biancoblù Ciarlo.

L’atmosfera del PalaCarrino, con gli astanti blandamente coinvolti e giustamente refrattari a creare un pochino di “ambiente”, non scalda i cuori dei (ahem) protagonisti gialloblù, anche dopo l’incipit wagneriano tipo “Cavalcata delle Valchirie” che Sciutti & C. mettono in piedi. L’11-0 del 3′ sembra un preludio bellico trionfale orchestrato con fierezza cestistica dai chiavaresi, sulle note (pardon, sui canestri) di Garibotto e del “nuovo che avanza” Terribile. Tre minuti che vengono cancellati dai successivi cinque, con gli ospiti che stendono la difesa su tutto il parquet e aprono bene il campo in attacco. Il risultato si capovolge (13-17 al 9′) e le facce perplesse il tribuna si  moltiplicano.

Il lungo blackout offensivo prosegue anche nel secondo quarto, con l’Aurora che tocca il -10 al 5′ (21-31), Sciutti e Stefani la rianimano prima dell’intervallo lungo (33-34 al 9′), dove i genovesi ci arrivano con quattro punti di dote, confermati per lunghi tratti del terzo tempino. Dote che sembra non potergli bastare in avvio dell’ultimo quarto, quando Gianluca Garibotto ha uno sprazzo dei suoi e coadiuvato da uno Stefano Terribile più convinto riporta i gialloblù al comando (57-53 a 8′ dalla sirena): la difesa chiavarese recupera palloni su palloni che però i nostri non capitalizzano adeguatamente. E’ il momento di andarla a vincere, questa sfida, ma i 3′ di orrori assortiti rianimano il Cogoleto, bravo di par suo ad approfittarne per rimettere il muso avanti.

Un prodigioso recupero di Andreino Stefani rimette i nostri sulle rotte della vittoria, una preghierina dalla lunetta di Terribile  ci consente di entrare negli ultimi 120″ con un vantaggio – seppur minimo – da gestire, ma due malaugurate ed esiziali triple di Ciarlo (che si salva dall’infrazione di campo per la più classica delle “questioni di centimetri” di Violiana memoria) e Bruzzone mettono in naftalina il finale. L’orso chiavarese cade nella trappola. Al ranger Marenco l’onere di riportarlo libero sui monti…

AURORA BASKET CHIAVARI – CFFS COGOLETO  64 – 69  (15-18; 33-37; 52-53)

AURORA  Sciutti 10, Stefani 5, Garibotto 22, Terribile 15, Bottino 8; Buccini, Provatidis 2, Briccolo 2, Ghiotto, Sambuceti n.e.  – All. Marenco.

COGOLETO  Robello D. 9, Ciarlo 22, Bruzzone 11, Ferretti 8, Rossi 9; Robello A. 4,  Nani,  Arvigo, Giacinti, Giovannello 6.  – All. Bruzzone P.